L’elenco di letture consigliate: 52 libri da leggere nel 2026 è stato preparato dai bibliotecari per tutti i lettori e i visitatori della biblioteca. Perché proprio 52 titoli? Uno per ogni settimana dell’anno. Ogni settimana uno dei bibliotecari vi presenterà un nuovo libro, scelto tra i suoi titoli preferiti.
Questa sfida di lettura invita a scoprire libri di qualità che spesso passano inosservati tra le numerose novità editoriali. Nel Reparto adulti troverete i libri su uno scaffale dedicato, dove vi aspetteranno pronti per essere scelti. Li riconoscerete facilmente grazie all’adesivo con il logo della nostra iniziativa di lettura.
In questa iniziativa non ci sono regole: potete leggere tutti e 52 i libri che vi proporremo nel corso dell’anno oppure scegliere soltanto quello che saprà conquistarvi davvero. Selezioneremo per voi vere perle della narrativa, provenienti da epoche diverse, con un’attenzione particolare alla varietà dei generi. I titoli scelti saranno presentati di volta in volta sul nostro sito web, così potrete decidere liberamente quali libri prendere in mano o lasciarvi guidare dal consiglio del vostro bibliotecario preferito.
SEZNAM KNJIG:
Romanzo satirico e fantastico che pone uno specchio davanti alla società sovietica e a quella contemporanea. Un’opera popolata da personaggi indimenticabili della letteratura mondiale e, al tempo stesso, una straordinaria dichiarazione d’amore alla libertà dell’arte.
Opera filosofica e letteraria che si presenta come una magistrale confessione personale dell’uomo estetico (Johannes, alter ego di Kierkegaard), il quale vive esclusivamente per il piacere, la manipolazione e la seduzione delle donne, evitando al tempo stesso ogni autentica responsabilità etica.

«Doveva in qualche modo scacciare la malinconia che lo aveva sopraffatto. Non mangiava dalla mattina e ormai era quasi pomeriggio. Aveva assolutamente bisogno di mettere qualcosa sotto i denti. Gli capitava spesso di digiunare. Le continue preoccupazioni, la paura e il senso di inadeguatezza che il suo mestiere gli suscitava quasi sempre gli facevano dimenticare i bisogni più elementari. Come se potesse vivere nutrendosi del dolore degli altri.» (p. 75)
Questo thriller storico d’avventura, come lo definisce lo stesso autore, ci conduce nel cruciale e misterioso Settecento, quando a Venezia operavano geni irripetibili come Antonio Vivaldi, Carlo Goldoni e Giambattista Tiepolo, mentre la città scivolava ormai inesorabilmente verso il proprio inevitabile declino.
Il protagonista è il celebre pittore Antonio Canal, detto Canaletto, che attraverso le sue straordinarie e minuziose vedute documenta il vero volto della Venezia del suo tempo.
Matteo Strukul è uno dei più affermati autori italiani di bestseller, giornalista, dottore in giurisprudenza e docente di sceneggiatura a Roma. Per i suoi romanzi storici ha ricevuto il prestigioso Premio Bancarella, assegnato in passato anche a Ernest Hemingway, Boris Pasternak e Ken Follett. Con quest’opera conferma ancora una volta il proprio talento nel creare storie avvincenti e ricche di atmosfera.
Un gioiello della letteratura a lungo trascurato, che racconta la prigionia in cui la vita familiare può rinchiudere una donna e l’alto prezzo che la libertà può richiedere.

Romanzo scritto nel 1870 da Leopold von Sacher-Masoch, l’opera che ha dato il nome al masochismo.
Il testo racconta il rapporto tra una donna dominante, sensuale ed eroticamente seducente e un uomo sottomesso e umiliato. Per l’epoca si trattava di un comportamento considerato deviante, poiché la figura femminile proposta è l’esatto opposto dell’ideale dell’epoca della moglie madre e docile.
~ Disponibile tramite prestito interbibliotecario ~
Romanzo scritto da De Sade durante la sua prigionia nella Bastiglia nel 1785 (il manoscritto andò successivamente perduto e fu pubblicato soltanto nel 1904).
La vicenda è ambientata durante il regno di Luigi XIV, in una società dominata dalla corruzione morale. Quattro ricchi amici libertini, accompagnati da un gruppo selezionato di servitori per lo più minorenni, si ritirano in un castello della Foresta Nera, dove si abbandonano a ogni “piacere” della sodomia sadica e ad altre pratiche di feticismo deviante, comprese necrofilia, pedofilia, bestialità e altre perversioni. Le loro azioni sono scandite dai racconti di anziane prostitute, che descrivono episodi delle loro esperienze passate. «Nulla è malvagio se fa rizzare il membro, e l’unico vero crimine in questo mondo è rinunciare a ciò che lo provoca.» (p. 287)
Una lettura catartica che mette a nudo il disgusto e la miseria dei piaceri dell’alta società e che difficilmente lascia indifferenti. Dal romanzo è stato tratto anche il film di Pier Paolo Pasolini.Il manoscritto originale è stato dichiarato tesoro nazionale francese: https://www.rtvslo.si/kultura/knjige/de-sadovih-120-dni-sodome-razglasenih-za-francoski-narodni-zaklad/440974
~ Non adatto a persone particolarmente impressionabili ~

La protagonista del romanzo, durante la pandemia di Covid-19, si ritrova nell’appartamento della sua ricca amica con il compito di prendersi cura del suo intelligente pappagallo Eureka. Attraverso il racconto della vicenda principale, riflette sullo stato della società contemporanea, sulle relazioni umane, sul linguaggio e sulla letteratura. Come contrappeso a tutte le realtà angoscianti della vita umana nel XXI secolo emerge – come anche negli altri romanzi dell’autrice – il rapporto tra esseri umani e animali, i quali, invece di limitarsi a ricevere, continuano semplicemente a dare, dare e dare.

Questo romanzo d’esordio frammentario, costruito come un collage e caratterizzato da una scrittura poetica e confessionale – candidato al Premio Kresnik 2026 – della poetessa slovena Kaja Teržan, oggi anche romanziera, conduce il lettore in un percorso di conoscenza di sé attraverso i dialoghi dell’autrice con un pesce che non è un pesce rosso, bensì una carpa.
Nel corso della lettura ci si abbandona a un’analisi profonda dell’identità e a un’acuta critica sociale, di classe e di genere; allo stesso tempo, nell’intreccio tra il mondo esteriore e quello interiore, si è invitati a interrogarsi sul proprio modo di interpretarli e valutarli.
Gli stupri avvengono ogni giorno, in tutto il mondo. Eppure continuiamo a immaginarli come qualcosa che succede a sconosciute, in vicoli bui, da qualche altra parte. Ma cosa accade quando la vittima è nostra figlia, nostra sorella, la nostra coinquilina o una nostra amica? E quando l’accusato è un nostro docente, un amico o un collega? La storia di Anna e Jonas non rivela al lettore che cosa sia realmente accaduto: rimane soltanto la sua parola contro la sua. A chi crediamo quando una delle due versioni è molto più facile da accettare per la nostra vita? E quando siamo coinvolti in prima persona, siamo davvero capaci di schierarci dalla parte della verità?
La scrittrice afroamericana Toni Morrison ha ricevuto il Premio Nobel e il Premio Pulitzer per il romanzo Amatissima. La storia è ambientata nel 1873, nel periodo successivo alla Guerra Civile americana, quando nella vita di Sethe, una donna afroamericana, appare una misteriosa giovane ragazza chiamata Amatissima.
Il libro affronta temi quali la schiavitù, la maternità, il crimine commesso contro i propri figli per amore nei loro confronti, nonché la perdita e la ricerca dell’identità. Pur essendo una lettura impegnativa, invita a riflettere sul razzismo, ancora presente negli Stati Uniti e in altre parti del mondo.
Vicende dubbie e irrisolte, così come le colpe del passato, possono continuare a esercitare una forte influenza psicologica sulla vita di una persona anche molti anni dopo.
Pubblicato nel 1995, questo romanzo post-apocalittico fu ampiamente trascurato al momento della sua uscita, ma con l’aumento della misoginia globale, delle tensioni politiche e dell’ansia sociale, ha conosciuto una rinascita grazie all’app TikTok, dove è stato ampiamente promosso dal gruppo #booktok.
Il romanzo è narrato da una narratrice anonima che, insieme ad altre 39 donne, è rinchiusa in una gabbia sotterranea sotto la costante sorveglianza delle guardie. Quando un giorno scatta un allarme e la gabbia viene lasciata aperta, le 40 donne si avventurano in un mondo sconosciuto dove nulla è come lo ricordavano.
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Il romanzo della scrittrice Emily Brontë è uno dei classici più celebri della letteratura mondiale.
Questa storia intensa, cupa e ricca di emozioni ci conduce nelle selvagge campagne inglesi, dove si intrecciano amore, orgoglio, vendetta e decisioni fatali. Attraverso gli indimenticabili personaggi di Heathcliff e Catherine, esploriamo sentimenti travolgenti e la complessità delle relazioni umane.
Ancora oggi il libro affascina lettori di tutto il mondo e solleva numerose riflessioni sull’amore, la passione e la natura umana.
«E se la realtà fosse interdipendente dal desiderio? E se anche ciò che non esiste costituisse realtà? Sai che la realtà non è fatta solo di cose materiali. I miei pensieri sono reali quanto il mio cervello. Ogni pensiero può anche essere un’affermazione della realtà.»
La raccolta ci conduce in mondi interiori irreali, dove l’autrice dipinge con precisione filigranata i sentimenti di perdita, transitorietà e profonda solitudine. Sebbene la narrazione sia frammentata, è fortemente connessa dalla ricerca di parti perdute di sé e dal confronto con le relazioni con le persone care.
Ogni racconto, nel suo stile, apre uno spazio intimo di riflessione su come impiegare il tempo che ci è stato concesso. Nonostante la ricca simbologia e le immagini fantastiche, il libro ha un punto di riferimento chiaro che attrae immediatamente il lettore. Ai turbini emotivi l’autrice a volte intreccia anche l’umorismo, offrendo una visione inedita della percezione del mondo e di sé.
Il libro è estremamente scorrevole; il lettore viene attratto da ogni storia con tale forza che si instaura immediatamente un contatto autentico, quasi intimo, tra lui e il testo.
Poesia d’esordio di una giovane poetessa, in cui il soggetto affronta i temi dell’alienazione interpersonale e dell’ottusità intellettuale nel mondo capitalista, dal punto di vista di una persona che desidera comprendere, analizzare e creare. Creare in un mondo in cui bisogna andare a lavorare e poi pulire il bagno è difficile, ma l’autrice riesce comunque a ritrarre la realtà di questo mondo con una perfetta dose di umorismo.
Il romanzo intreccia la storia contemporan
ea di Ella, che si trova in un momento cruciale della sua vita in cui inizia a guardare sé stessa e la sua esistenza con occhi diversi, con una storia del XIII secolo che narra la particolare amicizia tra un famoso poeta e un misterioso derviscio.
Il romanzo affronta i temi dell’amore, della trasformazione interiore, del coraggio e della ricerca di significato.
L’autrice intreccia magistralmente passato e presente, trasportando il lettore nel mondo del misticismo sufi, della saggezza e di profondi pensieri di vita.
Il libro non è solo un romanzo d’amore, ma una storia che ci incoraggia a riflettere sulle relazioni, sulle scelte di vita e sulla profonda conoscenza di noi stessi.
Il romanzo ispira per la bellezza dei pensieri, l’atmosfera particolare e il calore che trasmette durante la lettura. Lo consigliamo quindi a chiunque apprezzi storie emozionanti, originali e stimolanti.
Con l’intreccio di alcolismo e umiliazione, critica sociale ed erotismo, e una forte presa di posizione etica di compassione, prende vita Nina, allegoria del desiderio di Cankar che guida l’esistenza.
Un testo decisamente duro che suscitò molte controversie al momento della sua pubblicazione per il suo anticonformismo.
“Non uscirai mai dalla strada dritta e affollata, non mirerai mai né a destra né a sinistra, né in alto né in basso; porterai obbedientemente la tua fascina e nessun desiderio ti salverà… Così era scritto, finché non sei venuta tu e hai cancellato la mia condanna con la tua mano misericordiosa…” (Nina, dal capitolo Druga noč)
Un libro che ti assorbe completamente e ti lascia con quel nodo alla gola, dolce ma al tempo stesso leggermente doloroso. La storia ci conduce nella vita di quattro sorelle inseparabili, le Padavano, piene di vitalità, finché nella loro famiglia entra il riservato William Waters. Non è solo un racconto d’amore, ma soprattutto uno studio profondo dei legami familiari, dei rancori e del perdono. L’autrice mostra magistralmente come una singola decisione o un segreto possano cambiare per decenni la dinamica tra coloro che si amano di più. Il libro è al tempo stesso straziante e ricco di speranza.
La poetessa serba è considerata una delle giovani poetesse di maggior successo dell’ex Jugoslavia. Nella sua raccolta di poesie “Mia madre sa cosa succede nelle città”, esplora la crescita di una donna in campagna, scrivendo di dolorosi segreti familiari, patriarcato e violenza. Anche quando si trasferisce in città, non riesce a sfuggire alle sue radici, il che rende le sue poesie al tempo stesso tragiche e coraggiose.
La storia ruota attorno alla misteriosa scomparsa della bella e carismatica Veronika Zarnik durante la Seconda guerra mondiale. Veronika viene conosciuta attraverso le testimonianze di cinque persone che la conoscevano. Ogni narratore presenta la propria storia su Veronika, e così la verità sulla sua vita viene gradualmente svelata attraverso diversi punti di vista.
Il romanzo segue tre donne della stessa famiglia: un’antenata accusata di stregoneria; Violet, che vive in una rigida famiglia patriarcale e la giovane Kate, che riesce a sfuggire al suo compagno violento e a vivere una vita libera. Sebbene le loro storie siano ambientate in periodi storici molto diversi, i modelli di oppressione si ripetono. La fonte di potere posseduta da tutte e tre le componenti va oltre le pressioni e le ingiustizie esterne.
Il romanzo segue tre donne della stessa famiglia: un’antenata accusata di stregoneria; Violet, che vive in una rigida famiglia patriarcale e la giovane Kate, che riesce a sfuggire al suo compagno violento e a vivere una vita libera. Sebbene le loro storie siano ambientate in periodi storici molto diversi, i modelli di oppressione si ripetono. La fonte di potere posseduta da tutte e tre le componenti va oltre le pressioni e le ingiustizie esterne.
Un romanzo proto-fantascientifico che descrive l’avventura interplanetaria alla Robinson Crusoe di un equipaggio di sei persone a bordo di un razzo che, a causa di un errore di calcolo, precipita sul pianeta Eden, ancora in gran parte inesplorato.
Il team concentra quindi tutti i suoi sforzi sulla riparazione del razzo, un processo che si rivela laborioso e lungo, complicato dalla densa atmosfera del pianeta e da altri inconvenienti, poiché Eden è abitato da “doppi”, esseri umanoidi con cui non riescono a comunicare, nonostante il loro sincero desiderio di stabilire un contatto.
Eden è uno dei primi libri di Stanislav Lem sul contatto dell’umanità con un’altra civiltà, motivo per cui lo stesso autore non lo apprezzava. Ciononostante, il romanzo fornisce importanti indicazioni per gli scrittori di fantascienza; tratta di “nanotecnologia” e altre tecnologie avanzate che oggi fanno parte della vita quotidiana, ma che un tempo erano solo frutto dell’immaginazione.
John Williams: Stoner
Il romanzo descrive fedelmente la vita del professor William Stoner, che da ragazzo di campagna del Missouri si trasforma in un professore di letteratura. Lo scoppio della guerra influenza solo brevemente la sua vita, che inizia a costruire insieme a Edith, una donna ferita e non abituata all’amore. Stoner cerca di trovare momenti di felicità e appagamento nel lavoro e nella vita, ma le sue illusioni giovanili si scontrano con la realtà del mondo adulto, dove ogni azione ha delle conseguenze.

Il racconto è strettamente legato alla vita della poetessa Sylvia Plath, che visse all’ombra del suo più famoso marito, Ted Hughes. Il suo unico romanzo, “La campana di vetro”, divenne famoso solo dopo il suo suicidio. Gli eventi narrati nel romanzo – dal tirocinio a New York al ricovero in ospedale psichiatrico – riflettono le sue esperienze personali.
La protagonista Esther descrive la sua depressione come se vivesse sotto una campana di vetro, dove l’aria è stantia e il mondo è distorto. Sebbene veda altre persone vivere “normalmente”, lei stessa è intrappolata nel vuoto della sua stessa ansia. Il libro solleva diverse questioni sulla pressione e le aspettative dell’ambiente su un individuo, che ne influenzano la salute mentale.
L’introversa Janina Dušejko vive in fredda solitudine vicino al confine ceco. Nel tempo libero, si batte per i diritti degli animali, legge di astrologia, insegna e traduce le poesie di William Blake. L’atmosfera della sua vita quotidiana diventa sempre più tesa e cupa quando, oltre ai frequenti litigi con la comunità di cacciatori locale, Janina si ritrova coinvolta a risolvere gli omicidi che avvengono nella sua zona. La sua tesi: gli assassini sono gli animali.

Metà romanzo e metà ricerca sociologica, il racconto segue le vite di tre donne i cui desideri e passioni hanno conseguenze disastrose per le loro vite, solitamente peggiori di quelle degli uomini che frequentano.

Le lettere iniziano con la data del 15 giugno 1904 e conducono il lettore dall’iniziale corteggiamento spirituale di Joyce, verso l’esplorazione della profondità spirituale dell’amore, dell’uomo geloso e dubbioso, che si trasforma in un essere orgiastico e passionale, “spinto dall’irrequietezza e dall’ambizione creativa di nuove e nuove ricerche”. (Čander, 128)
Il protagonista principale, Humphrey Van Weyden, un colto critico letterario, vive una vita agiata e protetta. All’inizio del romanzo, naufraga e viene salvato da un peschereccio per la caccia al tonno chiamato Spirit. La nave è governata dal crudele e carismatico capitano Wolf Larsen il quale crede che la vita sia una lotta in cui solo i più forti sopravvivono e governa la nave con terrore e violenza.
Durante la lettura, seguiamo il rapporto tra madre e figlia. La madre desidera più di ogni altra cosa che la figlia incontri un uomo che si prenda cura di lei. La figlia, invece, vive come desidera, lavorando all’università e in relazione con un’altra donna. Quando lei e la sua partner devono trovare un nuovo posto dove vivere, si trasferisce temporaneamente dalla madre. Seguendo la figlia e accudendo i morenti, la madre si rende conto che forse gli accordi sociali usuali non sono (gli unici) corretti.

Quando la famiglia dell’autrice si trasferisce dall’Iraq alla Svezia, la vita di tutti i suoi membri cambia drasticamente. Una famiglia in precedenza liberale, aperta e attiva, nel tentativo di proteggersi dall’influenza dell’Occidente si orienta verso rigide norme morali, che finiscono per colpire soprattutto la figlia adolescente Ali.
La narrazione del romanzo è a tratti interrotta da dati statistici sui femminicidi, sui delitti d’onore e su altre atrocità che accompagnano la crescita di una ragazza all’interno della fede islamica. Inoltre, nel corso della lettura seguiamo l’intervista dell’autrice al padre, che riflette sul proprio comportamento in Svezia e se ne pente.
K
it, un’infermiera accusata di aver aiutato la propria madre a suicidarsi per compassione, non riesce più a trovare lavoro. Per questo accetta un impiego come assistente personale della settantenne Lenore Hope, unica sopravvissuta a un massacro familiare.
Consiglio caldamente questo libro a tutti gli amanti dei thriller psicologici, delle storie di sopravvivenza e a chi è interessato al lato più oscuro della psiche umana. È una lettura scorrevole, intensa e inquietante al punto giusto.

Malala Yousafzai è la più giovane vincitrice del Premio Nobel per la Pace.
Il libro Finding my way è un racconto autobiografico in cui Malala, in prima persona, descrive la sua vita: dall’infanzia fino al momento in cui diventa un’attivista conosciuta a livello mondiale.
Il libro non è solo la storia di un attentato, ma soprattutto una storia di crescita, identità, coraggio e della forza di far sentire la propria voce.

Le poesie di Srečko Kosovel, in una selezione a cura di Josip Osti, cercano di cogliere l’opera vasta ed enigmatica del poeta, in cui la ruralità pastorale suscitava forti impressioni, mentre l’urbanesimo infernale generava depressioni ancora più profonde. Per questo la malinconia è il sentimento dominante nella poesia di Kosovel; tuttavia, per il poeta, essa non è altro che l’amore in un’altra forma, come osserva Osti.
Nell’anno del centenario della morte di Kosovel (27 maggio 1926), lasciate che La barca d’oro vi conduca, attraverso porte grigie, verso un giorno d’oro e un anno nuovo.


