Le biblioteche non sono più soltanto luoghi pieni di libri. Sono spazi di conoscenza, collaborazione e scambio di idee, luoghi in cui le persone possono apprendere e acquisire le competenze necessarie per nella società contemporanea.
Presso la Biblioteca centrale Srečko Vilhar di Capodistria, nell’ambito dell’area di competenza ‘Rafforzamento del ruolo educativo delle biblioteche pubbliche per accrescere l’alfabetizzazione informativa, integrando elementi di alfabetizzazione mediatica, meta-alfabetizzazione e alfabetizzazione digitale’, sviluppiamo strumenti e attività formative innovative volti a promuovere il pensiero critico e un uso consapevole e responsabile delle informazioni.
Negli ultimi anni abbiamo dedicato particolare attenzione all’alfabetizzazione mediatica, che, in un’epoca caratterizzata dalla rapida diffusione delle informazioni, dalla disinformazione e dalla presenza sempre più pervasiva dell’intelligenza artificiale, si sta affermando come una delle competenze fondamentali dell’individuo contemporaneo. La tecnologia digitale si sviluppa a un ritmo vertiginoso e gli algoritmi influenzano in modo significativo la nostra visione del mondo. Sempre più spesso ci troviamo di fronte a bolle informative, manipolazioni e contenuti difficili da distinguere da quelli autentici. L’alfabetizzazione mediatica, pertanto, non è più soltanto una competenza utile, ma una capacità indispensabile per una cittadinanza attiva e responsabile.
Da questa consapevolezza è nato il progetto FulFejk – smascheriamo la disinformazione, che abbiamo sviluppato in collaborazione con l’organizzazione non governativa PiNA e il Centro per il giornalismo investigativo Oštro. Con il sostegno del Ministero della Cultura sono state realizzate le carte da gioco FulFejk, destinate ai giovani a partire dai 12 anni. Il gioco si basa sul popolare meccanismo di UNO e, attraverso esempi concreti tratti dalla vita quotidiana, incoraggia i giocatori a riconoscere la disinformazione, le manipolazioni e le altre insidie dell’attuale ambiente informativo. Affronta temi particolarmente vicini ai giovani, come celebrità e sport, scienza e tecnologia, pregiudizi e stereotipi, nonché ambiente. Oltre alle carte, abbiamo preparato anche un manuale che approfondisce i singoli esempi e offre un ottimo punto di partenza per la discussione nelle scuole, nelle biblioteche o in famiglia.
Con l’obiettivo di rendere l’apprendimento ancora più esperienziale, in collaborazione con la Biblioteca di Capodistria, l’Associazione culturale ed educativa PiNA e il progetto ESC-MISINFO dell’organizzazione Public Libraries 2030, abbiamo sviluppato anche due giochi interattivi, Indagine Focusin e Časoskok. Entrambi si basano sui principi dell’escape room, ma non si tratta di classiche stanze di fuga ambientate in uno spazio chiuso a chiave. Sono invece giochi investigativi di squadra, nei quali i partecipanti avanzano gradualmente verso la soluzione finale risolvendo enigmi, analizzando informazioni e collegando tra loro diversi indizi.
I partecipanti lavorano in piccoli gruppi, nei quali scegliamo volutamente di non designare un responsabile. In questo modo promuoviamo una partecipazione paritaria, lo scambio di opinioni e un processo decisionale condiviso. Attraverso il gioco, i partecipanti sviluppano il pensiero critico, la capacità di verificare le informazioni e la comprensione dei concetti fondamentali dell’alfabetizzazione mediatica. In questo contesto, noi bibliotecari assumiamo il ruolo di mentori e moderatori: quando necessario, orientiamo i gruppi, stimoliamo la discussione e li aiutiamo a superare le difficoltà. Al termine del gioco segue inoltre un momento di riflessione, durante il quale discutiamo con i partecipanti delle loro osservazioni e dell’esperienza vissuta, aprendo al contempo un confronto sull’uso responsabile delle informazioni nella società contemporanea.


